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example2 18-06-2012
ACQUA : ELEMENTO INDISPENSABILE PER LA VITA
Meglio del rubinetto o minerale?

Nel corpo umano l’acqua è veicolo di tutte le sostanze solubili e non che circolano con il sangue (sostanze assimilabili, scorie metaboliche, ormoni, anticorpi, etc.); è mezzo di idrolisi dei composti organici contenuti nell’alimentazione e di dissociazione dei sali minerali; apporta ioni indispensabili per tutte le funzioni vitali.

Per il mantenimento dell’omeostasi vitale occorre sopperire alle perdite giornaliere di acqua valutate in 2500-3000 ml.  Questo quantitativo è assunto con l’alimentazione, con il bere e per via endogena attraverso l’attività metabolica.

Un’acqua da bere deve rispondere ai requisiti del  D.Lgs. 31/2001 e ai requisiti di gradibilità e salubrità.

Sulla qualità dell’acqua potabile condottata incide anche il sistema di disinfezione impiegato prima dell’immissione in tubazione per conferire alla stessa una copertura (a volte insufficiente) per eventuali contaminazioni secondarie, ma che sviluppa per lunghe permanenze dell’acqua in rete e durante il periodo estivo caratteri organolettici che influenzano negativamente la palabilità.  I sistemi di distribuzione domestici, lo stato di biorivestimento dei tubi, la presenza di serbatoi determinano un ulteriore peggioramento di carattere igienico e gustativo.  È molto frequente che l’acqua di rubinetto dopo un periodo di stasi, abbia un odore sgradevole interpretato dall’utente come segnale di pericolo e comunque di scarsa qualità dell’acqua. Per questo motivo la popolazione fa sempre più ricorso per dissetarsi alle acque minerali, considerate più gradevoli. Tale scelta non è sempre sinonimo di sicurezza, poiché un’acqua imbottigliata invecchia trasformandosi sotto il profilo fisico, chimico e microbiologico.

Il consumo e la produzione di acqua minerale sono particolarmente estesi, tanto che rimane la bevanda più diffusa e acquistata dalle famiglie italiane.

La scelta dell’acqua minerale non è da sottovalutare, ma bisogna considerare eventuali patologie e disturbi fisiologici (ipertensione, calcoli, etc.). Ciascun consumatore sceglie senza conoscere i reali benefici e gli eventuali effetti negativi connessi all’uso dell’acqua minerale. Quasi nessuno legge le etichette e se lo fa segue la sua curiosità. Un effetto sviante è dato dalla pubblicità, dalla disposizione nei punti vendita, dal prezzo.  Sulle etichette compare l’indicazione di una classificazione che si rifà al residuo fisso a 180°C, distinguendo le acque minimamente mineralizzate (<50mg/L), oligominerali (>50-500 mg/L), minerali (>500-1500mg/L) e ricche di sali minerali (>1500mg/L). 

Le acque minimamente mineralizzate, per il loro basso residuo fisso, sono indicate nella prevenzione e cura dei calcoli renali, ma se assunte per un lungo periodo possono causare squilibri strutturali e fisiologici sugli organi per la loro eccessiva ipotonicità.

Anche le acque oligominerali hanno un elevato potere diuretico facilitando l’eliminazione di scorie metaboliche.

Le acque minerali sono le più gradevoli, ma il loro impiego potrebbe essere critico, in base al tipo di sali minerali che compongono il residuo fisso, per persone soggette a calcolosi.

Le acque fortemente mineralizzate sono indicate per il riequilibrio salino dopo intense sudorazioni fisiche.

La composizione ionica di un’acqua minerale potrebbe avere interesse nella selezione naturale. Acque bicarbonatiche, ricche di HCO3, hanno spesso pH alcalino e possono inibire la secrezione del succo gastrico. Esplicano un’azione protettiva e trofica nei confronti delle mucose intestinali, hanno azione fluidificante e coleretica sulle vie biliari. Sono invece controindicate nella litiasi renale da carbonati e da fosfati. Le acque solfatate agiscono sul fegato con funzione purgativa lassativa e provocano per via riflessa una maggiore secrezione digestiva, biliare e delle ghiandole mucipare. Sono indicate nelle gastriti, nell’ulcera gastrica, nelle epatopatie croniche e stipsi e controindicate nella diarrea e nelle visceroptosi.

Le acque clorurate, sia ipertoniche che ipotoniche, aumentano il metabolismo basale, facilitano l’eliminazione di azoto e i processi ossidativi e ossido riduttivi. Acque ricche di calcio sono indicate per riequilibrare diete vegetariane. L’apporto di questo elemento o è importante in tutte le stagioni della vita:neonati, donne in allattamento e anziani.

L’acqua fluorurata può essere impiegata per prevenire la carie dentaria.

Le acque arsenicali-ferruginose hanno azione ricostituente generale e sono utili all’anemia ipocromica, convalescenza, magrezza e sindrome depressiva, ma sono controindicate nelle gastroduodeniti.

Acque acidule, ricche di anidride carbonica stimolano la secrezione gastrica, aumentano l’acidità del succo gastrico, favoriscono la peristalsi, lo svuotamento gastrico e l’assorbimento di acqua e sali.

Nelle acque minerali il contenuto di sodio è sempre maggiore del potassio. Una eccessiva quantità di sodio, in soggetti predisposti, induce ipertensione arteriosa, ma nella giusta dose ha funzione di regolare il volume plasmatico ed il bilancio acido-base.

Le acque sulfuree sono antinfettive, trofiche, indicate in angiopatie, intossicazione da metalli e controindicate nella colite spastica.

 Fermo restando queste indicazione di carattere generale all’acqua minerale imbottigliata non può essere attribuita una proprietà terapeutica.

 (a cura della Dott.ssa Caterina Antonicelli, Biologa SAMER)







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