L'ortofrutta si interroga ancora sui vantaggi del marchio ombrello Prodotti di Qualita' Puglia


L'ortofrutta si interroga ancora sui vantaggi del marchio ombrello Prodotti di Qualita' Puglia

Un'insolita conferenza stampa ha avuto luogo presso lo stand della Regione Puglia, durante la fiera Fruit Logistica. Insolita nel senso che i giornalisti presenti e i relatori invitati non erano sincronizzati tra loro sul tema che sarebbe stato trattato nell'occasione. Chi pensava di ascoltare le ultime novità concernenti il marchio ombrello regionale "Prodotti di Qualità Puglia" è rimasto deluso; d'altra parte i relatori, tra cui l'assessore regionale all'agricoltura, Fabrizio Nardoni, si sono trovati sprovvisti delle informazioni che invece alcuni giornalisti attendevano.

Alcuni dati certi sono tuttavia emersi dall'incontro; ad esempio che le aziende agricole pugliesi si sono ridotte di numero nel corso degli ultimi dieci anni, ma per via di un processo virtuoso: quello della ristrutturazione e dell'accorpamento, che le ha rese più solide e di maggiori dimensioni. Tale fenomeno è particolarmente evidente nel settore orticolo, nel quale le imprese si sono ridotte numericamente del 47% in un decennio, ma con un contestuale aumento della superficie totale coltivata di ben due volte e mezzo.

Secondo quanto comunicato dal direttore generale di Unioncamere Puglia, Angela Partipilo, le aziende pugliesi attive in ortofrutticoltura sono 26.000 e occupano 43.000 addetti (+20% rispetto al 2013). Tra tutte queste imprese, circa 48 vantano una PLV-Produzione Lorda Vendibile di 1 milione di euro, mentre si sale a 167 aziende per una PLV di 250mila euro.

Al terzo trimestre 2014, i dati relativi alle esportazioni ortofrutticole della Puglia risultavano in crescita, nonostante la crisi, e potrebbero, a bilancio 2014 completato, superare i numeri del 2013.

Il primo mercato di esportazione dell'ortofrutta pugliese è la Germania, che ha assorbito il 26%, in termini di valore, delle spedizioni effettuate durante i primi nove mesi del 2014 (circa 113 milioni di euro).


Nel commentare i dati, l'assessore Nardoni ha elogiato il lavoro di internazionalizzazione delle imprese e ha sottolineato come il prossimo PSR-Piano di Sviluppo Regionale contemplerà misure volte a favorire i progetti di aggregazioni e le iniziative comuni a più imprese. Tra le altre misure regionali, anche l'obbligo della polizza assicurativa contro i danni da calamità naturale, fondi per finanziare programmi di sviluppo e miglioramento varietale e cofinanziamenti per la realizzazione di coltivazioni in ambiente protetto.

E il marchio ombrello?
Sulla questione del marchio regionale "Prodotti di Qualità Puglia", invece, le cose appaiono meno certe rispetto ai dati macroeconomici emersi durante la conferenza stampa.

FreshPlaza ha chiesto espressamente la trasmissione di ulteriori informazioni in materia, ma ha ricevuto solo due elenchi: uno relativo ai disciplinari, suddivisi per filiera, con i relativi prodotti che sono stati oggetto di notifica ai servizi della Commissione UE. Attualmente, però, le concessioni riguardano un numero inferiore di prodotti rispetto a quelli indicati nell'elenco dei disciplinari.

Per quanto riguarda l'ortofrutta (il marchio collettivo infatti si propone di connotare anche prodotti di altre filiere agroalimentari), sono stati notificati disciplinari relativi a tutte le principali produzioni: agrumi, frutta a bacche e in guscio, pomacee, drupacee, ortaggi in foglia o a fusto, ortaggi a frutto, radici, bulbi o tuberi, spezie e piante aromatiche, e diversi prodotti trasformati a base di ortofrutta, quali confetture, marmellate, composte, sottoli e sottaceti, pomodori pelati, passata di pomodoro, pesti e paté vegetali.

Da quanto si evince dai documenti in nostro possesso, i prodotti che hanno già ottenuto la concessione d'uso del marchio sono: uva da tavola, insalata di IV gamma, clementine, arance, anguria, cipolla rossa di Acquaviva e cipolla bianca di Margherita.

Un po' pochini, insomma; del resto, il marchio non aggiunge al momento molto altro, da un punto di vista commerciale, oltre alla garanzia che gli ingredienti siano al 100% pugliesi, mentre è ancora in attesa di ottenere una certificazione importante come QS (Qualität und Sicherheit), che sarebbe certamente spendibile sul mercato tedesco.


Fonte: www.freshplaza.it